Come nasce un cammino a piedi liberi

Il mestiere del geografo è tra i più antichi al mondo, fuso con quello dell’architetto e dello scrittore, richiedeva lo studio degli astri, la conoscenza territoriale, una buona tecnica del disegno e il giusto senso dell’orientamento. C’è un detto che riassume la natura di questo mestiere: la geografia si impara con i piedi. Ad incarnarlo al meglio è Sara Carallo, geografa, ricercatrice ed esperta in progettazione dei sistemi territoriali e turistici e dei processi partecipativi di territorialità attiva con le comunità locali. In poche parole Sara si occupa di quella geografia messa a servizio delle comunità per la promozione e valorizzazione del territorio. “Le mie attività di ricerca riguardano principalmente la geografia e la cartografia storica come strumento per la ricostruzione degli assetti socio-territoriali del passato e il governo territoriale attuale; sistemi informativi geografici e tecnologie dell’informazione geografica; bonifiche e paesaggi idraulici; slow tourism e itinerari storico-culturali. Su questi temi ho presentato relazioni a numerosi convegni e seminari nazionali e internazionali e ho pubblicato diversi articoli in volumi e riviste”. Sara Carallo è spesso ospite della conduttrice Sveva Sagramola nel salotto della trasmissione geografica per eccellenza, Geo, su Rai Tre. Lavora a stretto contatto con la Società Geografica Italiana nella promozione delle conoscenze geografiche e nella divulgazione attraverso l’organizzazione di convegni e viaggi di studio. La geografa è una figura chiave nella progettazione territoriale insieme ad architetti e ingegneri nello studio e prevenzione del rischio ambientale e idrologico, come tramite sul territorio delle relazioni tra uomo e ambiente. “Lo studio di queste relazioni è tra i compiti più importanti di un geografo moderno insieme alla nascita degli insediamenti e delle comunità locali, al fine di capire come si sono formati i luoghi e i paesaggi e gli elementi che hanno determinato un certo assetto territoriale locale e come questo si è evoluto nel tempo”, ci racconta Sara Carallo. Se un tempo erano fondamentali bussola, binocolo, un taccuino e il senso dell’orientamento, oggi la geografia utilizza saggiamente la tecnologia a proprio vantaggio. Eppure è fondamentale saper leggere e interpretare le fonti geo-storiche e le antiche carte geografiche con un approccio critico e consapevole.

Come nasce un cammino a piedi liberi

Come nasce un cammino – A piedi liberi

Non c’è studio del territorio senza un’esplorazione A piedi liberi e in cammino. Non è un caso che un progetto tanto caro alla geografa Sara si chiami proprio così: A piedi liberi. “È un progetto che nasce da un’esperienza di cammino, da Roma a Pescasseroli a piedi, e che mette al centro l’incontro con la bellezza e l’energia del territorio e delle comunità locali. Vogliamo condividere esperienze e iniziative creative e creare sinergie che possano ispirare esperienze virtuose che abbiano a cuore il territorio, in particolare delle aree più interne e meno conosciute. Nel nome la sintesi di come vogliamo farlo: a passo lento, con un tempo più umano che permetta di gustare le esperienze e andare più in profondità”. Il progetto nasce dalla volontà di Claudia Errico, Antonella Serpa e Maria Gabriella Donà, insieme a Sara Carallo, e nel 2020 diventa un’associazione a tutti gli effetti. Nel 2013, la vittoria di un dottorato di ricerca dell’Università degli Studi di Roma Tre, porta Sara Carallo nella Valle dell’Amaseno. Una valle verde, ricca di fauna e flora e bagnata dal fiume Amaseno. Incastonata tra i monti Lepini e Ausoni e attraversata da antichi camminamenti, tratturi e dalla via Francigena del Sud. Il dottorato di ricerca prevedeva lo studio geostorico dell’evoluzione della Valle dell’Amaseno nei secoli e tra le comunità, passando per l’analisi del fiume e le proposte di valorizzazione del luogo. In poco tempo l’obiettivo principale diventa “creare un cammino che ripristini le antiche vie di collegamento usate da agricoltori e pellegrini, per far conoscere la Valle alle comunità locali incentivando una mobilità sostenibile”. Dopo 10 anni, il sogno è diventato realtà: il cammino esiste e aprirà la strada a tutti i suoi camminatori dal prossimo 20 maggio 2023.

Come nasce un cammino a piedi liberi

Il cammino nasce a stretto contatto con le comunità locali e il territorio, ha una forte valenza sociale, economica e culturale. Ogni paese attraversato ha il suo gruppo di lavoro e un referente capo. I giovani del posto hanno un ruolo chiave: sono stati loro a elaborare la traccia e a segnarla con la vernice. Gli stessi giovani che vogliono creare qui il loro futuro, possono vedere nel cammino una nuova prospettiva di lavoro, così da contrastare lo spopolamento dell’area appenninica. Il cammino è un indispensabile strumento per la valorizzazione della Valle dell’Amaseno e come tale diventerà un forte attrattore culturale per arricchire socialmente ed economicamente l’area interessata, aggiungendosi alla lista dei cammini presenti sul territorio nazionale. Il percorso ad anello, parte dalla stazione ferroviaria di Priverno-Fossanova per favorire il più possibile una mobilità sostenibile e attraversa tutti i borghi della Valle tra le province di Latina e Frosinone: Priverno e l’Abbazia di Fossanova, Roccagorga, Maenza, Prossedi, Giuliano di Roma, Villa Santo Stefano, Castro dei Volsci, Vallecorsa, Amaseno, Pisterzo, Roccasecca dei Volsci e Sonnino. Il territorio è costituito da importanti evidenze storico-culturali e naturalistiche, da aree protette, geositi, musei demoetnoantropologici interattivi. L’itinerario si collegherà a cammini già esistenti e seguirà gli antichi percorsi della transumanza per dare valore a tutto il patrimonio della Valle. Sarà inoltre percorribile sia a piedi che in bicicletta che a cavallo e si potrà soggiornare nelle strutture ricettive della zona. Protagonisti del Cammino saranno gli uomini e le donne della Valle stessa: pastori, agricoltori, contadini, chi fa il formaggio e chi la ricotta, chi costruisce i muri a secco e chi raccoglie le olive. Solo così potremo mantenere viva la memoria della Valle dell’Amaseno. “Il cammino, che promuove l’idea di una mobilità sostenibile, è adatto a tutti gli escursionisti e vuole incentivare l’interscambio culturale tra comunità locali e turisti, rendendosi uno strumento indispensabile per lo sviluppo turistico dell’area”, spiega Sara Carallo.

Come nasce un cammino – Ma chi è la Regina Camilla?

L’itinerario è dedicato alla Regina dei Volsci, Camilla, eroica figura mitologica dell’Eneide di Virgilio e protagonista di una leggenda che accomuna tutti i borghi della Valle dell’Amaseno. In fuga dalla città romana di Privernum con il padre, il re Metabo, Camilla, ancora in fasce, venne lanciata con una freccia e avvolta dalla corteccia di un albero da una riva all’altra del fiume Amaseno, impraticabile per l’abbondanza d’acqua. Messa dal padre sotto la protezione di Diana, dea della caccia, la giovane Camilla fu cresciuta come una guerriera dal padre, tra i boschi verdi della Valle. Nutrita con latte di cavalla e vestita con pelle di animali, Camilla è la donna da cui il Cammino prende nome. “Ed è proprio ispirandoci alla forza, al coraggio e all’autodeterminazione di Camilla, ma soprattutto all’amore che gli abitanti dei borghi di questa Valle hanno per lei, che nasce il Cammino della Regina Camilla”, racconta Sara. “Dal 20 maggio 2023, il Cammino della Regina Camilla sarà finalmente aperto a tutti. Dopo tre anni di lavoro appassionato, il Cammino della Regina Camilla entra a far parte della meravigliosa rete dei cammini Italiani, percorsi ogni giorno da migliaia di pellegrini e viandanti. Un cammino che permetterà di promuovere e rendere fruibile il patrimonio materiale e immateriale della Valle dell’Amaseno, un territorio straordinario dal punto di vista culturale e naturalistico, situato nel Lazio meridionale tra le province di Latina e Frosinone. Siete tutti invitati al lancio ufficiale che sarà il 20 maggio 2023, alle ore 16:00 nella Sala PIT del Borgo di Fossanova, via San Tommaso d’Aquino, Priverno, (LT)”.

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Mai più

Tra guerre, bombe e nucleare Piero Pelù torna con Deserti e grida al mondo: “Mai più!”. Nell’intervista realizzata da Dario Morciano andiamo in viaggio con il rocker toscano, che si è ripreso la scena con un disco potentemente rock in cui denuncia le barbarie del presente, contraddistinto da conflitti mondiali e una disinformazione sempre crescente. Alessandro Di Battista parla del pericolo di un’escalation nucleare, un rischio altissimo e che ha superato quello vissuto nel corso della “crisi dei Caraibi”. All’interno Tutt’altra politica, Line-up, Un Podcast per capello, Ultima fila e Nel mondo dei libri, le consuete rubriche di Paolo Di Falco, Alessandro De Dilectis, Riccardo Cotumaccio, Marta Zelioli e Cesare Paris. Copertina a cura de “I Buoni Motivi”.

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