Le Olimpiadi di Parigi giocano con i più deboli

Agli studenti hanno tolto le residenze universitarie, ai senzatetto le camere d’albergo, che dalla pandemia erano alloggi d’emergenza. Così Parigi spera di fare bella figura con i Giochi Olimpici 2024

Cercare casa a Parigi potrebbe non essere mai facile come in questo periodo. I francesi vorrebbero affittarle ai turisti, invece le affittano ad altri francesi. È la breve vita dell’affitto breve. «Ho un’amica che non riusciva a trovare un appartamento, aveva quasi perso le speranze. Poi, grazie alle Olimpiadi, ce l’ha fatta», dice Quentin C., 24enne che ogni giorno dribbla i lavori di riqualificazione sull’Avenue des Champs-Élysées.

Alla vigilia des Jeux Olympiques de Paris 2024, in città ci sono ancora tante case sgombre: «I proprietari degli appartamenti puntano a fare soldi dagli affitti brevi ai turisti, ma c’è un eccesso di offerta. Credo che a settembre molti miei coetanei potranno trovare una stanza in affitto a cifre ragionevoli».

I Giochi Olimpionici vanno contro i più deboli
Le Olimpiadi di Parigi inizieranno venerdì 26 luglio 2024 – (foto LaPresse) ilMillimetro.it

Abbassare i prezzi sarebbe l’unico modo per riguadagnare terreno sulle aspettative tradite. Lo stanno facendo già gli albergatori: a fine giugno, che di solito è un mese d’oro per l’hotellerie parigina, il tasso di occupazione nelle strutture alberghiere è stato inferiore al 63%, in calo del 15% rispetto all’anno scorso (i dati forniti da MKG Consulting sono stati diffusi dal quotidiano Le Monde); in tempi di Olimpiadi, si tratta di un primo oro ossidato. Sembra che la situazione non migliorerà neanche in queste due prime settimane di luglio, pur continuando a sperare nell’effetto calamita di offerte e sconti. Per adesso, la metà delle camere d’albergo è ancora vuota: in molti casi, il check out degli ospiti che c’erano prima è stato improvviso.

E anche spazientito: a Parigi le stanze degli hotel rientravano da qualche anno tra gli alloggi d’emergenza che la Ville Lumière aveva messo a disposizione di senzatetto e richiedenti asilo. La disponibilità degli albergatori risale all’inizio della pandemia, quando la macchina del turismo si era inceppata e le stanze degli hotel, anziché restare inutilizzate, salvavano la gente dalla strada. Quando le persone hanno ripreso a viaggiare e gli eventi sportivi sono stati di nuovo aperti al pubblico, gli albergatori hanno scelto di tornare a fare i loro interessi, anche a fronte delle perdite economiche degli anni addietro. Così, in Francia, gli hotel sono tornati a riprendersi i turisti, nel 2023 con la Rugby World Cup e subito dopo con le Olimpiadi di quest’anno. E i senzatetto?

Andata e ritorno a Parigi

All’inizio il governo aveva assicurato ai senzatetto alloggi provvisori in altre regioni, lontane dall’Île-de-France (dove si trova Parigi), in cui oggi vive il numero più alto di persone senza fissa dimora e in difficoltà di tutto il Paese, africani che arrivano da Ciad, Nigeria, Somalia, Guinea. Autobus pieni di clochard hanno raggiunto le regioni dell’Alsazia, Bordeaux e Linguadoca-Rossiglione, i passeggeri sono scesi ed entrati in strutture provinciali temporanee (Sas) con una capienza di massimo 50 posti, ma al massimo per 20 giorni. Poi, per loro, di nuovo la strada.

Non sapendo dove andare, la maggior parte torna di nuovo a Parigi. In Francia sono circolate le proteste dei sindaci di diversi comuni, colti alla sprovvista dall’agguato della Capitale: alcune città di provincia si sono ritrovate a dover accogliere senzatetto e migranti a loro insaputa. «C’è una visione universale di Parigi come di una città romantica. Allontanare i clochard, ma anche le prostitute e i tossicodipendenti, riflette il terrore delle istituzioni francesi di poter restituire ai turisti un’immagine deludente della città».

L'organizzazione sportiva ha calpestato i diritti di chiunque
Per i senzatetto non c’è nessun rispetto – (foto Pixabay) ilMillimetro.it

Quentin abbassa lo sguardo, fissa la strada che viene tolta a migranti e senzatetto, 4277 persone hanno solo un marciapiede, una casa calpestata da chiunque. Le ONG la chiamano nettoyage social (pulizia sociale) e continuano da mesi a soccorrere i più vulnerabili, donne straniere incinte, persino i minorenni, che prima erano esentati dall’allontanamento. «Chi vive in centro a Parigi non si accorge di niente, qui il disagio riguarda solo le strade bloccate e il traffico che rallenta gli spostamenti», perché le nettoyage avviene nelle aree periferiche e ha colpito in modo particolare uno dei tre dipartimenti di Parigi, Seine-Saint-Denis, che si trova a nord-est della città.

È una zona poverissima: nel 2023 sono stati chiusi 60 campi di accoglienza per senzatetto e migranti, ma secondo Reuters sarebbero molti di più. Seine-Saint-Denis è la stessa zona in cui è stato costruito il Villaggio Olimpico, pronto a ospitare migliaia di atleti.

La polizia impedisce alle prostitute regolari di lavorare

Nonostante in Francia la prostituzione non sia vietata – anzi, dal 2016 vige una legge modellata sull’esempio svedese secondo cui, in caso di violazione, è il cliente che può essere multato o condannato a sei anni di reclusione –, la polizia francese sta facendo di tutto per impedire alle prostitute di lavorare. Quelle irregolari, di altre nazionalità (che sono in maggioranza rispetto alle prostitute di nazionalità francese), sono obbligate su invito a lasciare il Paese.

Per evitare scandali, la polizia francese sta usando metodi duri
La polizia francese contro le prostitute – (foto Pexels) ilMillimetro.it

La Ville Lumière sta diventando una Ville Vidée, una città svuotata, divisiva tra le autorità e gli attivisti. Tra il governo che nega le sue intenzioni e l’amministrazione di Parigi, guidata dalla sindaca Anne Hidalgo dal 2014. Divisiva tra gli stessi cittadini, in un momento di forte instabilità politica per il Paese in cui la torcia olimpica, simbolo di armonia e di pace tra i popoli, non solo è rovesciata, ma è in mano all’estrema destra di Le Pen, che ha vinto la prima tornata elettorale di domenica 30 giugno 2024 con il 33% dei consensi. Mentre i simboli della città diventano quelli delle Olimpiadi, mentre la preoccupazione per la qualità dell’acqua della Senna cerca di affogare la qualità delle strade di Parigi, inquinate dalla povera gente che i turisti non deve vedere, per evitare il rischio che non riconoscano una città di cui leggono o apprendono soltanto nei film.

«La realtà di Parigi è molto diversa dalla finzione». Oggi Parigi è una città preoccupata, una romantica Marianne con la paranoia di pensare a cos’accadrà dopo. A cosa ne sarà dei 181.000 posti di lavoro, tra quelli già esistenti e quelli creati in occasione dei Giochi Olimpici. E gli studenti, a settembre, potranno finalmente tornare ai propri alloggi universitari, quelli in cui, dallo scorso aprile, vivono gli agenti pubblici e gli addetti alla sicurezza. Gli appartamenti studenteschi occupati sono in tutto 3200, si trovano in 12 diverse residenze.

È solo di qualche giorno la notizia che il tour della cantante Taylor Swift, che a maggio si è esibita con quattro date in Francia, ha fatto crescere l’economia del Paese più di quanto non faranno i Giochi Olimpici e Paralimpici (questi ultimi inizieranno il 28 agosto 2024 fino all’8 settembre). Il successo di Taylor Swift è dovuto in parte al suo saper essere un’artista inclusiva e schierata in modo ferreo contro le ingiustizie. Verrebbe da chiedersi se, in quest’atmosfera di nettoyage social, la cantante avrebbe accettato di esibirsi alla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Parigi, se mai glielo avessero proposto.

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La storia al contrario

Il terrorismo israeliano e lo “spazio vitale” nazional-sionista. Nell’articolo principale Alessandro Di Battista sottolinea come sia «triste constatare quanto i discendenti delle vittime dell’Olocausto stiano, giorno dopo giorno, assomigliando sempre più ai peggiori carnefici della Storia». Greta Cristini analizza geopoliticamente i possibili scenari, mentre Luca Steinmann e Valerio Nicolosi ci raccontano la vita in Libano e in Cisgiordania con i loro reportage. All’interno Line-up, Un Podcast per capello, Ultima fila e Nel mondo dei libri, le consuete rubriche di Alessandro De Dilectis, Riccardo Cotumaccio, Marta Zelioli e Cesare Paris.

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