Nuovo anno, nuove minacce di guerra di Kim

Il dittatore nordcoreano ancora una volta ha rivolto dure parole nei confronti dei vicini della Corea del Sud

In Asia orientale il nuovo anno è iniziato con il riaffacciarsi delle minacce di guerra del dittatore nordcoreano Kim Jong-un. A gennaio scorso il leader della Corea del Nord ha, ancora una volta, rivolto dure parole ai vicini della Corea del Sud. Kim ha anche annunciato la chiara volontà di abolire delle agenzie statali nordcoreane che si occupano delle comunicazioni e dei rapporti tra Nord e Sud, definendo quest’ultimo “il principale avversario e il più grande nemico”.

Kim, nuove minacce di guerra
Corea del Nord, nuove minacce da parte di Kim (LaPresse) – ilMillimetro.it

“Non vogliamo la guerra, ma non abbiamo intenzione di evitarla”. Parole ambigue e pericolose al tempo stesso e che rientrano nella turbolenta relazione storica tra i due Paesi. Non sono mancati, infatti, nelle ultime settimane, i lanci da parte della Corea del Nord di centinaia di colpi di artiglieria nelle acque al confine conteso tra Nord e Sud, testando pure missili balistici intercontinentali mobili di una potenza tale da poter raggiungere anche aree più remote.

Kim Jong-un torna a minacciare USA e Corea del Sud

L’agenzia di stampa ufficiale sudcoreana Korean Central News Agency, a fine gennaio, ha rivelato il contenuto di un rapporto pubblicato dall’Istituto per gli studi americani del ministero degli Esteri nordcoreano, nel quale Pyongyang ha paragonato le tensioni militari nella regione alla notte prima dello scoppio della Guerra di Corea del 1950-53. Kim Jong-un si rivolge direttamente ai nemici di sempre, USA e Corea del Sud, per il loro “delirante confronto militare anticomunista” e per le loro “minacce retoriche”, accusando i due Stati di voler far crescere le tensioni nella regione verso “l’orlo di una guerra nucleare”.

Usa e Corea del Sud nel mirino di Kim
Kim mette nel mirino USA e Corea del Sud (LaPresse) – ilMillimetro.it

La posizione difensiva-aggressiva della Corea del Nord si trasforma e si autogiustifica nel potenziamento dell’apparato tecnologico-militare. Sempre nel rapporto, si legge l’intenzione nordcoreana di continuare ad accelerare gli sforzi per rafforzare “le sue capacità di autodifesa per salvaguardare la propria sovranità”, a meno che gli Stati Uniti non ritirino la loro “anacronistica politica ostile” e la persistente minaccia militare contro il territorio nordcoreano. Si legge anche che: “Tali mosse bellicose degli Stati Uniti hanno spinto le tensioni militari nella penisola coreana e nell’Asia nordorientale, già sprofondate in una situazione estremamente instabile, più vicine all’orlo di una guerra nucleare”. Pyongyang ha poi avvertito che una guerra nella penisola “si espanderebbe rapidamente in una guerra mondiale e in una guerra termonucleare senza precedenti al mondo”, causando “le conseguenze più catastrofiche e irreversibili” alla pace e alla sicurezza nella regione e nel resto del mondo.

L’asse strategico militare tra Corea del Nord e Russia

Lo scacchiere geopolitico in questione vede anche la Russia di Putin tra i Paesi che giocano il loro ruolo di influenza e di forza su più fronti. Martedì 6 febbraio, infatti, gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di aver lanciato almeno nove missili forniti dalla Corea del Nord contro l’Ucraina, mentre Mosca ha etichettato Washington come “complice diretto” nell’abbattimento di un aereo da trasporto militare russo il mese scorso. L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vassily Nebenzia e il viceambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Robert Wood si sono rivolte reciproche accuse durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull’Ucraina, incontro richiesto da Mosca.

Putin, alleato di Kim
Putin è uno degli alleato di Kim (LaPresse) – ilMillimetro.it

Tra Mosca e Pyongyang esiste già da tempo un rapporto bilaterale stretto che prevede uno scambio armamentario bellico reciproco. In cambio dei missili balistici, il leader nordcoreano Kim Jong-un chiede a Putin l’invio di aerei, missili terra-aria, veicoli blindati, attrezzature per la produzione di missili balistici e altre tecnologie avanzate.

Un asse strategico, questo, che risale alla fondazione della Corea del Nord nel 1948 quando i funzionari sovietici insediarono un nazionalista a capo del Paese, Kim Il-sung, il nonno dell’attuale leader e il primo alla guida del potere statale. Le immagini di Kim Jong-un, dello scorso settembre, su un treno diretto a Mosca danno la dimensione della stretta intesa che intercorre tra lui e il leader russo Vladimir Putin. Durante l’incontro, Putin ha menzionato il potenziale di cooperazione tecnico-militare bilaterale con la Corea del Nord. Un mese dopo l’incontro Putin-Kim, il 13 ottobre, il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti John Kirby ha dichiarato, durante una conferenza stampa, che Pyongyang aveva consegnato nelle ultime settimane circa 1.000 container di attrezzature militari e munizioni alla Russia. La Casa Bianca ha fatto riferimento a foto satellitari di container al molo n. 2 del porto di Rajin, nel nord-est della Corea del Nord, che vengono spediti in Russia.

Non solo la Russia, c’è anche la Cina di Xi Jinping

Altro attore in scena è la Cina, la cui attenzione alla Corea del Nord è cresciuta negli ultimi anni, così come quella con la Russia di Putin. Cina, Russia e Corea del Nord mantengono forti legami da qualche decennio, sempre più rafforzati nel corso del tempo, come testimonia la data di giugno 2019, quando la Cina si è chiaramente orientata verso il ripristino dei legami con la Corea del Nord, con il presidente Xi Jinping che ha effettuato una visita nel Paese e ha incontrato Kim. E ancora, poi, a maggio 2022, quando Cina e Russia hanno posto per la prima volta il veto a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU volta a imporre sanzioni più severe alla Corea del Nord. In seguito allo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022, la Corea del Nord ha poi votato contro una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che condannava l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Ha inoltre riconosciuto ufficialmente l’indipendenza di Donetsk e Luhansk, due regioni separatiste filorusse nell’Ucraina orientale.

Stretta di mano tra Xi Jinping e Vladimir Putin
Anche Xi Jinping alleato di Kim (LaPresse) – ilMillimetro.it

Dall’altro lato del confine che separa le due Coree, qual è la reazione di Seul? Negli ultimi giorni si parla di un rafforzamento del piano di difesa; il Ministero della Difesa della Corea del Sud intende istituire un nuovo comando per contrastare le minacce nucleari nordcoreane a Seul. Secondo quanto dichiarato martedì 6 febbraio dallo stesso Ministero, il piano comporterebbe l’espansione dell’attuale quartier generale dello Stato Maggiore Congiunto per rispondere alle minacce nucleari e alle armi di distruzione di massa alla Corea del Sud. Il Ministero della Difesa ha dichiarato che il nuovo comando supervisionerà il sistema di preparazione nucleare a “tre assi” della Corea del Sud, che comprende la Korean Air and Missile Defense, la Korea Massive Punishment Retaliation e la Kill Chain.

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La storia al contrario

Il terrorismo israeliano e lo “spazio vitale” nazional-sionista. Nell’articolo principale Alessandro Di Battista sottolinea come sia «triste constatare quanto i discendenti delle vittime dell’Olocausto stiano, giorno dopo giorno, assomigliando sempre più ai peggiori carnefici della Storia». Greta Cristini analizza geopoliticamente i possibili scenari, mentre Luca Steinmann e Valerio Nicolosi ci raccontano la vita in Libano e in Cisgiordania con i loro reportage. All’interno Line-up, Un Podcast per capello, Ultima fila e Nel mondo dei libri, le consuete rubriche di Alessandro De Dilectis, Riccardo Cotumaccio, Marta Zelioli e Cesare Paris.

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