Panama, le proteste per lo sfruttamento minerario

L’oggetto del dissenso è il modo in cui viene utilizzata la più grande miniera di rame a cielo aperto dell’America Centrale

“¡Esta patria no se vende, esta patria se defiende!”, questo è il grido che ha condotto, per due settimane, le proteste della popolazione panamense per le strade della capitale Panama e altre località del Paese. Erano anni che non si vedeva un moto di ribellione di così ampia portata e forza nello stato centroamericano, così radicato da far vacillare anche le dure posizioni del presidente Laurentino Cortizo.

Tutti in piazza a Panama per protestare
Panama alza la voce e scende in piazza – ilMillimetro.it

L’oggetto del dissenso riguarda lo sfruttamento di Cobre Panamá, la più grande miniera di rame a cielo aperto dell’America Centrale, una concessione data dal governo alla società canadese First Quantum. La rabbia di migliaia di persone fa, di questa, una lotta per la difesa della propria terra dai gravi danni ambientali che le attività estrattive nella miniera potrebbero causare. Secondo i media locali, alcune delle manifestazioni a Panama City sono state partecipate da più di 50.000 persone. Gli organizzatori hanno diffuso lo slogan “via dai social media” per far sì che la gente partecipasse fisicamente alle proteste.

Panama, le proteste per lo sfruttamento minerario – La contestata Legge 406

L’esecutivo a guida Cortizo, dopo giorni di forti pressioni, ha ceduto alle richieste dei manifestanti, o per lo meno in parte, dichiarando prima, in data 28 ottobre, di aver autorizzato l’emanazione di un decreto che vieta qualsiasi progetto minerario, sia quelli futuri che quanti attualmente in cerca di permessi. Ne è seguito, poi, l’annuncio del 30 ottobre, sulla decisione di indire un referendum per abrogare o meno la Legge 406, in funzione della quale era stato stipulato il contratto minerario assegnato alla First Quantum. Il tentativo del governo di placare la rabbia è stato però immediatamente stroncato dal Tribunale elettorale del Paese, che ha dichiarato di non essere in grado di organizzare, per la data del 17 dicembre 2023, un referendum che richiederebbe l’approvazione di una legge da parte del Congresso.

Proteste in tutta Panama
Fanno sentire la loro voce i panamensi – il Millimetro.it

L’autorità elettorale di Panama, che ha il compito di garantire che le elezioni si svolgano in modo libero, trasparente ed efficace, ha dichiarato lunedì in un comunicato: “Al momento non ci sono le condizioni per organizzare la prevista consultazione popolare”. La Legge 406, approvata il 20 ottobre dall’Asamblea Nacional, il parlamento monocamerale panamense, stabilisce che la durata della concessione sarà di vent’anni, prorogabili per ulteriori venti. Prevede, inoltre, entrate minime annue per lo Stato panamense di 375 milioni di dollari, di cui 161 dovrebbero andare a finanziare la cassa della previdenza sociale. Il testo contempla anche investimenti milionari per la multinazionale canadese nelle comunità vicino alla miniera, situata sulla costa caraibica a circa 250 chilometri dalla Capitale.

Panama, le proteste per lo sfruttamento minerario – In difesa dell’ambiente

Le immagini delle manifestazioni di piazza, degli scontri con le forze dell’ordine, del disordine sociale che ha scosso per giorni il Paese, sono specchio di una comunità unita da un comune senso del dovere: proteggere un patrimonio ambientale e storico come quello dell’area circostante la miniera, nella provincia di Colón. Si tratta di un territorio di circa 12.000 ettari che si trova 120 chilometri a ovest della capitale e 20 chilometri a sud dalla costa caraibica del Paese. La miniera è in grado di produrre fino a 300.000 tonnellate di rame all’anno, i timori sulle conseguenze ambientali e idriche, però, allarmano la popolazione. Gli attivisti per l’ambiente denunciano che il contratto sembra essere stato redatto senza coinvolgere né tantomeno informare la comunità, approvando il testo definitivo in soli tre giorni. Alianza Pueblo Unido, principale sigla che riunisce diverse organizzazioni sindacali, studentesche e di movimenti sociali e in difesa dell’ambiente, è una delle principali voci di opposizione alla concessione mineraria che, in un comunicato collettivo, viene definita come immorale, ingiusta e fortemente pericolosa.

Piazze gremite per le proteste
La gente è scesa in piazza a Panama per manifestare contro il governo – ilMillimetro.it

Nel documento diffuso, l’Alianza afferma che: “In vista delle elezioni generali del 2024, i politici tradizionali sono alla ricerca di risorse per finanziare le loro campagne attraverso il clientelismo”, accusandoli di voler approvare un progetto così dannoso per i panamensi in cambio di questi fondi; “…è immorale che il governo nazionale cerchi di ricattare la popolazione subordinando il miglioramento delle pensioni, la sostenibilità del Fondo di sicurezza sociale e gli investimenti nell’istruzione all’approvazione del contratto minerario”, si legge. La questione ambientale diviene centrale per proseguire le contestazioni perché, secondo gli attivisti, “l’attività mineraria non può costituire la base di alcun modello di sviluppo sostenibile, poiché le sue caratteristiche, in particolare l’estrazione di metalli a cielo aperto, sono profondamente aggressive nei confronti dell’ambiente, della vita e della salute delle persone”.

Panama, le proteste per lo sfruttamento minerario – Il potere economico del rame

Il governo e la First Quantum avevano raggiunto già a marzo scorso un accordo su un nuovo contratto di concessione, dopo che la Corte Suprema aveva dichiarato incostituzionale il precedente. A distanza di mesi l’azienda canadese ha accettato di decuplicare, per poter continuare a operare, la cifra pagata in precedenza allo Stato. Quello di Cobre Panama è un complesso industriale che comprende la centrale elettrica, il porto internazionale di Punta Rincon, la miniera e l’impianto di lavorazione del minerale.

Un'immagine delle proteste a Panama
Panama scende in piazza per protestare – ilMillimetro.it

Dal sito ufficiale della società canadese, il progetto minerario viene descritto con questi termini: “La miniera è un elemento dinamizzante dell’economia panamense, in quanto contribuisce al 4,8% del PIL nazionale e a più di 125 milioni di dollari all’anno in contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro al Fondo di previdenza sociale panamense; nel 2022, Cobre Panama ha effettuato acquisti da più di 2.000 aziende panamensi per 900 milioni di dollari. Più di 40.000 posti di lavoro formali nel Paese dipendono, direttamente o indirettamente, dalle attività di Cobre Panama. Dei suoi oltre 7.300 dipendenti, il 67% proviene dall’interno del Paese”.

Panama, le proteste per lo sfruttamento minerario – Il peso economico del Canale di Panama

Gli alti interessi economici, legati alle attività estrattive, sono solo una componente della dinamica attività di mercato del Paese, così in forte crescita negli ultimi anni ma con un altissimo livello di disuguaglianza sociale e redistribuzione della ricchezza. Naturalmente connesso al canale di transito – uno dei più importanti hub commerciali delle rotte marittime internazionali –, il patrimonio statale dipende dai pedaggi ricavati dalle migliaia di navi che vi circolano ogni anno e dal settore dei servizi collegati.

Manifestazioni a Panama
Panama protesta in piazza (LaPresse) – ilMillimetro.it

Attraverso il Canale di Panama passa circa il 6% del commercio mondiale, con il transito di 14.000 navi all’anno, collega 180 rotte marittime che raggiungono 1.920 porti in 170 Paesi. Anche nel settore marittimo, però, le problematiche ambientali stanno incidendo sull’equilibrio e stabilità del comparto per via di una forte siccità che nel corso del 2023 ha ridotto di molto la profondità del canale, costringendo le autorità locali a limitare il traffico giornaliero a 32 navi, rispetto alle 36-38 del normale funzionamento, a causa del livello dell’acqua.

Panama, le proteste per lo sfruttamento minerario – La sua ricchezza è la biodiversità

Panama è uno stato centroamericano che, non solo gode di una collocazione geografica particolarmente strategica – è situato sull’istmo che collega l’America centrale a quella meridionale, congiungendo due subcontinenti e due oceani attraverso il canale artificiale che collega l’Oceano Atlantico a quello Pacifico – ma vanta anche un territorio ricco di biodiversità, caratterizzato da vaste distese di foreste pluviali e mangrovie che ospitano oltre 10.000 specie di piante e animali.

Manifestazioni in tutto il Paese a Panama
Le manifestazioni hanno raggiunto anche 50.000 persone – ilMillimetro.it

Il Paese sta vivendo una crisi sociale e politica che sta segnando la sua Storia, una crisi che non è solo il riflesso di un diffuso dissenso per il contratto minerario, ma anche di anni di frustrazione e disaccordo emersi sotto forma di proteste spontanee. Lottare per la ricchezza dell’ecosistema significa anche rispettare la Legge 287, emanata il 24 febbraio 2022, con la quale il governo riconobbe alla Natura “il diritto di esistere, persistere e rigenerarsi”, obbligando lo Stato a garantire il rispetto di tali diritti attraverso politiche sostenibili e di prevenzione del deterioramento della stessa.

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La storia al contrario

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