Pier Silvio Berlusconi: “Se Rai si comporta da tv commerciale fa male alla tv e al Paese”

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Una Rai che si comporta da tv commerciale fa male al sistema televisivo e al Paese. Lo sostiene l'ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, in un'intervista al Corriere della Sera. "Noi – sottolinea – stiamo crescendo di ascolto da diverse stagioni, abbiamo cambiato passo dal 2020 dopo l’emergenza Covid. E contemporaneamente la Rai si è un po’ involuta, nel senso che si è dimenticata che prima di tutto 'la Rai è la Rai', il che significa istituzione e Servizio pubblico. Invece appena c’è un leggero calo di ascolti la sua risposta è aumentare il comportamento da tv commerciale, nella speranza di ottenere qualche decimale di share che poi non sempre arriva; una condotta autolesionista che alla lunga fa male a tutto il sistema televisivo. Una Rai ricca e potente (di idee e di prodotto) per noi è stata un grande concorrente, ma è servita a tenere alto il benchmark, perché la Rai è la guida del sistema editoriale italiano. Se invece si comporta da broadcaster commerciale questo ruolo istituzionale viene meno".  Sul dibattito intorno alla diminuzione del canone Rai, Berlusconi dice: "I finanziamenti alla Rai sono importanti, l’Italia è il Paese che dedica meno risorse al settore audiovisivo in tutta Europa. Ed è un errore, perché la tv non è solo un’industria che crea occupazione e indotto, ma è centrale per l’identità presente e futura del nostro Paese".  Quando alla resa Auditel della Rai nella stagione appena iniziata, "io – dice Berlusconi – non penso che le difficoltà della Rai di oggi — autunno 2023 — siano colpa dei nuovi vertici Rai, arrivati da pochi mesi; gli errori piuttosto vengono da lontano. Chi c’è oggi ha invece una grandissima opportunità, che mi pare voglia perseguire: tornare a portare la Rai a essere prima di tutto Servizio pubblico che non vuol dire fare una tv noiosa, di documentari in bianco e nero, ma avere un’identità che la distingue dalla tv commerciale".  Sull'inizio sempre più ritardato dei programmi di prime time, che ormai prendono il via quasi alle 10 di sera, Berlusconi dice: "È una questione partita tempo fa per la competizione tra Striscia e Affari tuoi. Noi ora abbiamo deciso di fermarci prima dando il buon esempio e facendo la prima mossa, pur rischiando qualche decimale di ascolto in prime time. In questo modo abbiamo offerto un servizio a tutto il pubblico e dato l’opportunità alla Rai di fare lo stesso, consentendo alle famiglie italiane di seguire davvero fino in fondo tutti i programmi. Basterebbe guardarsi negli occhi e chiudere alla stessa ora. Io sono pronto da subito", dice.  Sui programmi della nuova stagione Mediaset, Berlusconi festeggia in particolare quello di Bianca Berlinguer su Rete 4, partito "alla grande", "nella giornata più affollata per l’informazione" ("una professionista che si chiama Berlinguer sulle reti di Berlusconi poteva sembrare un rischio, lei è bravissima e la qualità del prodotto vince sempre"). Quanto a Myrta Merlino nel pomeriggio di Canale 5, "si è trovata di fronte un compito molto arduo, rendere più serio e giornalistico il contenitore pomeridiano di Canale 5. I dati sono buoni: come ascolti siamo in linea con la scorsa stagione". Infine, della nuova formula di Grande Fratello è invece "convintissimo e molto soddisfatto. Stavamo rischiando di andare oltre. Anche se fosse, e così non è, meglio un punto di share in meno che cadere nella mancanza di rispetto". Nessun commento invece sul caso Giambruno: "dico solo che sono molto dispiaciuto e che ho letto ricostruzioni tragicomiche". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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