Private equity, focus su ESG e innovazione

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(Adnkronos) – Le prospettive per il settore del private equity e venture capital in Italia per la prima metà del 2024 sono caratterizzate da un rafforzamento dell'ottimismo, nonostante le sfide macroeconomiche e geopolitiche in corso. Secondo la quarantatreesima edizione della private equity survey di Deloitte Private, sviluppata in collaborazione con Aifi (Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt), gli operatori mostrano una maggiore resilienza e una minore sensibilità alle avversità, concentrando la loro attenzione su trend trasformativi e incentivi governativi. Durante il secondo semestre del 2023, il numero di deal è sceso a 239 rispetto ai record del 2022, ma è in crescita rispetto alla prima metà del 2023. Nonostante la diminuzione nel valore complessivo degli affari, che si attesta a circa 13,9 miliardi di Euro rispetto ai 55,1 miliardi dello stesso periodo del 2022, l'ottimismo rimane saldo. Il Deloitte PE Confidence Index 2024 segna un lieve aumento, attestandosi a 107 punti, prevedendo 240 deal per la prima metà del 2024. Circa il 75% degli operatori prevede un miglioramento o una stabilizzazione dell'ambiente economico italiano nei prossimi sei mesi. Sebbene l'indicatore di ottimismo sia in linea con il semestre precedente, c'è un significativo aumento (36,2%) di operatori che prevedono di dedicarsi a attività di gestione del portafoglio per il 2024. Al contrario, la quota di operatori che si concentreranno sulle attività di exit scende drasticamente all'1,7%, riflettendo la cautela nel cedere gli investimenti, supportata anche dai dati sui multipli di mercato in calo secondo il 67,3% degli intervistati. Le nuove opportunità nel settore sono sempre più influenzate da considerazioni ambientali, sociali e di governance, con il 16,9% degli intervistati che considera queste strategie come l'elemento più rilevante nella fase di valutazione degli investimenti. Questo evidenzia l'importanza crescente di ESG come strumento di creazione di valore nel medio-lungo termine. Il rapporto mostra un interesse in crescita per le operazioni di supporto a MBO/MBI (Management Buyout/Management Buy-In) e un calo negli altri tipi di operazioni come LBO/Replacement e Expansion Capital. Inoltre, l'interesse verso settori come Industrial Products, Food & Beverage e ICT mostra una diminuzione, mentre cresce notevolmente per i Consumer Goods. La geografia degli investimenti vede un ritorno di preferenze verso il Nord Italia (86,2%), con un aumento dell'interesse per gli investimenti esteri (6,9%). Nonostante un costo del debito invariato, c'è una diminuzione nell'uso della leva finanziaria, con il 94,8% degli operatori che dichiara di aver utilizzato una leva inferiore a 4x nelle acquisizioni del secondo semestre 2023. In risposta a una diminuzione del debito bancario disponibile, il 20,8% degli intervistati indica che si rivolgerà ai fondi di private credit come strumento di acquisition financing, attestando la crescente importanza di fonti di finanziamento alternative nel settore. —sostenibilita/csrwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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