A Phoenix istituito un team che combatte il caldo

Qualche anno fa la figura del responsabile per la risposta all’emergenza calore non esisteva neanche in una delle città più calde degli Stati Uniti, Phoenix, capitale dell’Arizona. Situata nella parte nord-orientale del deserto di Sonora, Phoenix ha da sempre un clima desertico con estati calde e le temperature che possono tranquillamente raggiungere i 40° nel mese di luglio. Ma mai per più di 20 giorni consecutivi: il primato è stato superato proprio quest’anno a causa di un’intensa ondata di calore che ha fatto registrare 43° per 3 settimane di fila – l’ultima volta era capitato nel 1974, quando l’evento eccezionale era durato 18 giorni. Guardando al nuovo millennio, nel 2017 il termometro era arrivato a quasi 50°, costringendo a cancellare decine di voli all’aeroporto di Phoenix a causa delle alte temperature che avevano ridotto la densità dell’aria e la capacità di sollevare le ali degli aerei. Insieme a El Paso, in Texas, Las Vegas nel Nevada, Tucson in Arizona, Phoenix è tra le città che si sono scaldate di più negli ultimi decenni, ognuna di queste almeno di 6° dal 1970. Nonostante ciò, la capitale – nonché il centro abitato più popoloso dello Stato dell’Arizona – non ha ancora un piano regolatore per affrontare il caldo, nessun rifacimento drastico al regolamento edilizio o sulle leggi urbanistiche in grado di pensare a come la città potrebbe far fronte a ondate di calore sempre più estreme e lunghe. Eppure, dal 2021 David Hondula, scienziato esperto di sostenibilità dell’Arizona State University, è il responsabile per la risposta all’emergenza calore della città di Phoenix, mansione mai esistita prima che il caldo diventasse così insostenibile.

A Phoenix istituito un team che combatte il caldo – Un’estate da incubo

Ricostruire una città come Phoenix per contenere il calore è un progetto a lungo termine, che è appena iniziato”, ha raccontato in una intervista Hondula. Oltre a essere uno scienziato esperto di sostenibilità della Arizona State University, è Responsabile per la risposta all’emergenza calore della città di Phoenix ed è alla guida dell’OHRM, l’ufficio per la risposta e mitigazione del caldo che, come si legge sul sito, “sta guidando gli sforzi della città più calda degli Stati Uniti per combattere il crescente pericolo del caldo urbano”. Tra le mansioni principali, l’OHRM si concentra sia sulla risposta al calore, aiutando le persone ad affrontare il caldo, che sulla mitigazione del calore, cercando delle soluzioni per raffreddare la città e renderla vivibile. Durante tutte le stagioni dell’anno, l’ufficio coordina programmi per aiutare ad abbassare le temperature urbane e proteggere la salute pubblica. Tiene inoltre traccia delle tendenze, raccoglie dati e collabora con altri governi e organizzazioni per condividere idee e soluzioni per affrontare il caldo. Quest’anno però, “le chiamate di emergenza relative al caldo hanno raggiunto il massimo storico”, ha detto alla CNN lo stesso David Hondula. Quasi un terzo della popolazione è, infatti, in stato di allerta per le temperature anomale, con una minima di 35° a luglio registrata durante la notte, la più alta di sempre dopo il precedente record di 33,8 stabilito nel 2009

A Phoenix istituito un team che combatte il caldo

David Hondula è stato assunto per guidare un team di quattro persone e coordinare gli sforzi della città per ridurre le morti e le malattie dovute al calore, e trovare modi per rinfrescare la città e renderla più confortevole a lungo termine: “Dobbiamo prepararci e riprenderci da ogni estate, non da ondate di caldo occasionali”, aveva dichiarato dopo essere stato nominato a capo della squadra. Sotto la sua direzione, la città ha pubblicato ad aprile un piano che ha delineato 31 punti per rispondere al caldo estivo, compresa la guida per i primi soccorritori, l’apertura di centri di soccorso termico presso strutture cittadine, per esempio, biblioteche e tende in aree ad alta necessità come il centro. Il piano prevede programmi di volontariato per distribuire l’acqua, in particolare alle persone senza fissa dimora. Non senza critiche a causa delle innumerevoli richieste di aiuto e assistenza. “Phoenix si sta intensificando per affrontare la sfida esistenziale del caldo estremo, anche istituendo il primo Office of Heat Response and Mitigation, unico nel suo genere”, ha detto il sindaco di Phoenix Kate Gallego, sottolineando quanto gli sforzi dell’ultimo periodo siano stati necessari, vitali ma anche complicati. Con il caldo che continua imperterrito e che ha già ucciso decine di persone.

A Phoenix istituito un team che combatte il caldo – Una nuova “Chief Heat Officer” per Atene

L’attuale ondata di caldo in Grecia è “probabilmente” la più lunga mai registrata nella sua storia, ha detto a metà luglio un funzionario dell’Osservatorio meteorologico nazionale con le temperature arrivate fino a 40° lo scorso mese. Atene non proprio come Phoenix ma comunque all’avanguardia con le mansioni che cambiano con il caldo: per questo, lo scorso maggio, il sindaco Kostas Bakoyannis ha annunciato Elissavet Bargianni come nuovo Chief Heat Officer (CHO) di Atene. Ovvero come Responsabile dell’ufficio del caldo. “Atene prende sul serio le minacce dell’aumento del caldo e sta costruendo la resilienza agli effetti negativi del cambiamento climatico – ha affermato Kostas Bakoyannis, il primo cittadino della capitale greca –. Lavoreremo insieme per proteggere i nostri residenti, ridurre l’effetto isola di calore urbano e costruire una città più resiliente e sostenibile per le generazioni future”. Nonostante la figura esistesse già dal 2021, con l’ondata di calore di quest’anno, tra gli obiettivi di Bargianni quelli di: aumentare la consapevolezza degli impatti del caldo estremo e delle numerose soluzioni disponibili con componenti e partner chiave, identificare le comunità e i quartieri più vulnerabili al caldo estremo, lavorare per migliorare la pianificazione e la risposta alle ondate di calore, implementare progetti di protezione e raffreddamento a lungo termine. Se le proiezioni per i prossimi decenni sono drammatiche, le condizioni di caldo saranno sempre costanti in estate, ha dichiarato in una intervista la Chief Heat Officer di Atene, che ha anche aggiunto: “Dobbiamo adattare il nostro stile di vita a questo caldo. È un killer silenzioso e sarà probabilmente uno dei problemi più ingenti per la città di Atene nei prossimi anni”.

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Nativi indesiderati

Nell’ultimo decennio il Venezuela ha vissuto una metamorfosi sostanziale: nel mezzo le vite di chi fugge, chi torna e chi non se n’è mai andato. Ad affrontare il tema è Martina Martelloni, collaboratrice de il Millimetro, che direttamente sul posto ha raccontato la situazione degli indigeni, anche attraverso un eccezionale reportage fotografico. Alessandro Di Battista analizza le contraddizioni del “libero e democratico” Occidente nel rapportarsi con le operazioni militari di Israele, le sanzioni che colpiscono solo la Russia e le solite immagini che i TG nazionali nascondono. All’interno L’angolo del solipsista, Tutt’altra politica, Line-up, Un Podcast per capello e Nel mondo dei libri, le consuete rubriche di Giacomo Ciarrapico, Paolo Di Falco, Alessandro De Dilectis, Riccardo Cotumaccio e Cesare Paris. Si aggiunge inoltre Ultima fila di Marta Zelioli. Copertina a cura de “I Buoni Motivi”.

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